- Cure primarie
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by Antonio Di sapio
Le emorroidi sono costituite da una fitta rete di vasi sanguigni arteriosi e venosi che si trovano al termine del canale anale e che svolgono la funzione di aiutare la continenza e di favorire la dilatazione del canale anale durante l’evacuazione delle feci. Di questi vasi sanguigni normalmente non si avverte la presenza, ma possono risultare fastidiosi nel caso in cui si gonfino eccessivamente. Viene comunemente chiamato “emorroidi” anche l’insieme di problematiche che deriva dal prolasso di questi tessuti, anche se la definizione corretta da utilizzare sarebbe “patologia emorroidaria”.
Si stima che circa la metà della popolazione con più di 50 anni abbia avuto un problema legato alle emorroidi. La patologia emorroidaria infatti colpisce entrambi i sessi, ma si manifesta con una percentuale leggermente più alta tra le donne, poiché gravidanza, parto e assetto ormonale creano una predisposizione maggiore a soffrire dei disturbi che coinvolgono questi tessuti.
La patologia emorroidaria può insorgere in seguito a diversi fattori, quali stipsi cronica, sedentarietà, sforzi eccessivi, gravidanze, attività lavorative che prevedono di trovarsi a lungo in posizione eretta e soprattutto seduta.
Sia per prevenire i disturbi legati alle emorroidi sia per limitare la patologia una volta sopraggiunta, spesso è sufficiente uno stile di vita sano e attivo. Infatti, lo svolgimento abituale di tipi di attività fisica che non provocano uno sforzo eccessivo della muscolatura addominale, come per es. nuoto, camminata e ginnastica dolce, aiuta a mantenere la regolarità intestinale. Un altro alleato del un corretto funzionamento dell’intestino è l’alimentazione ricca di fibre, di frutta e verdura, che deve comprendere anche cereali integrali, legumi, e un adeguato apporto di liquidi, in modo da evitare l’insorgere della stipsi. Contemporaneamente è bene evitare l’assunzione di alimenti che alterando la composizione delle feci possono irritare il tratto intestinale come alcolici, cioccolato, dolci, spezie e insaccati.
Come si curano le emorroidi? Una visita specialistica, che si avvale non solo dell’esplorazione rettale ma anche dell’anoscopia e proctoscopia, permette di capire lo stato della malattia emorroidaria, e quindi di valutare un trattamento adeguato. Inoltre, dopo aver esaminato la sintomatologia, il medico potrebbe ritenere necessaria una colonscopia per escludere che la sintomatologia attribuita alle emorroidi sia in realtà causata da altre patologie del colon-retto.
Negli stadi più precoci della malattia per eliminare i sintomi potrebbe essere sufficiente una modificazione dello stile di vita che comprenda un aumento di fibre nella dieta, una regolare attività fisica, e l’aumento dell’assunzione di liquidi, combinata eventualmente a una terapia ad azione locale.
Negli stadi più avanzati e con una sintomatologia caratterizzata da emorroidi prolassate, trombizzate o con sanguinanti abbondanti, lo specialista valuterà e proporrà al paziente se procedere con un trattamento ambulatoriale oppure se è il caso di programmare un intervento chirurgico.