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Uno dei disturbi gastrointestinali più comuni è la sindrome dell’intestino irritabile. I sintomi della sindrome del colon irritabile sono diversi e spesso variano da individuo a individuo. Tra i più frequenti ci sono dolori addominali, gonfiore e meteorismo e irregolarità intestinale: alcuni soggetti lamentano costipazione, altri diarrea, altri entrambe.

Molte persone colpite da questa condizione riferiscono di star male dopo aver consumato determinati cibi : avvertono i sintomi o avvertono un peggioramento dei sintomi, ad esempio, dopo aver mangiato verdure a foglia larga, come l’insalata, o legumi. Ma tra gli alimenti cui stare attenti possono esserci anche delle bevande.  Per evitare di dover fare i conti con la sindrome dell’intestino irritabile è consigliato prendere nota dei momenti in cui si sono accusati i sintomi per tener traccia di cosa si è mangiato o bevuto. Ci sono infatti alcune bevande che rientrano fra gli alimenti scatenanti i sintomi: sicuramente le bibite zuccherate e/o gassate che amiamo bere soprattutto durante il periodo estivo, possono creare disturbi in chi ha l’intestino irritabile per vari motivi. Innanzitutto la temperatura fredda o ghiacciata delle bevande non è ben tollerata da un organismo sottoposto a temperature ambientali molto elevate e questo, oltre a causare una vera e propria congestione, non è ben tollerato da un tratto digestivo sensibile come è quello dei pazienti con sindrome dell’intestino irritabile. In secondo luogo le bollicine di queste bevande aumentano la sensazione di gonfiore a stomaco e pancia. Non ultimo, gli zuccheri di queste bevande aumentano la fermentazione da parte della flora batterica con conseguenze sui sintomi spesso lamentati dai pazienti: meteorismo, borborigmi e, in alcuni casi, diarrea. Questo non significa che si debbano eliminare completamente, ma farne un uso limitato e soprattutto berle lentamente. Ovviamente l’acqua fresca, e non gelida, rimane sempre l’opzione migliore. Le tisane si possono consumare, in estate, a temperatura tiepida.

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